Intervista per Intimamente Tango

L’arpista FLORALEDA SACCHI e la violinista MARISTELLA PATUZZI hanno recentemente pubblicato il loro album “INTIMAMENTE TANGO” (Decca / Universal Music), disco in cui rivisitano le composizioni di Astor Piazzolla in un tango inconsueto che si fonde con i caratteri poetici ed intimi della musica classica. Ecco l’intervista gentilmente concessa dalle due artiste…

Com’è nato il vostro progetto musicale riguardante la musica di Astor Piazzolla? 
Ci siamo conosciute casualmente ad un concorso quando eravamo bambine e poi ci siamo ritrovate lo scorso anno all’auditorium Paganini di Parma. Eravamo entrambe soliste, in occasione della registrazione del CD “A life in music” di Manuel De Sica con l’Orchestra Filarmonica Toscanini. Il disco è poi uscito per l’etichetta Brilliant Classics. Rincontrandoci ci siamo rese conto di andare molto d’accordo e abbiamo deciso di suonare insieme.

È stato complicato riarrangiare il tutto in una nuova veste?
E’ stato un piacere perché ci piace suonare insieme, è stato una sfida perché non avevamo paragoni per un duo come il nostro, ma ci piace metterci alla prova e in discussione.

Tradizione ed innovazione possono essere il matrimonio perfetto?
Abbiamo delle solide basi di studio diciamo “classiche” e quando affrontiamo il tango lo facciamo da un lato con l’istinto, dall’altro ci poniamo dei problemi e delle domande che vengono dagli studi fatti. È un contrasto che fa anche scaturire qualcosa di diverso dal solito.

Ci vogliono tante stesure prima che una canzone vi convinca appieno?
Sì; prima di tutto abbiamo lavorato razionalmente per capire cosa poteva rendere meglio su uno strumento o sull’altro. Poi abbiamo solo suonato e tutt’ora ci lasciamo dei margini liberi di improvvisazione. Alcune cose sono state immediate altre ci hanno fare più tentativi, ma è un lavoro talmente piacevole e divertente!

C’è qualche artista con il quale vi piacerebbe collaborare prima o poi? 
Ovviamente Paolo Conte: una sua frase è anche un motto del nostro progetto, faremmo volentieri da supporter dei suoi concerti. Ma ci piacerebbe moltissimo anche collaborare con Ennio Morricone o con Daniel Barenboim che ha il tango nel sangue e creato un meraviglioso arrangiamento di Adios Nonino.

Nel mondo odierno, conta sempre più l’immagine. E’ importante per chi si occupa di musica? 
Per noi l’immagine che conta più di tutto è quella musicale, cioè come suoniamo. Poi il musicista, come l’attore, come lo sportivo, deve avere cura di sé ed fondamentale anche l’ottimismo, la tenacia, la costanza.

E, a proposito di musica, cosa vi piace e cosa meno, di questo ambiente?
La cosa bella del fare musica è la musica. La cosa che non ci piace è vedere spesso favoritismi o atteggiamenti che nulla hanno a che vedere con il merito. Però uno vive nel mondo che si crea, dunque basta andare dritti per la propria strada, circondarsi di chi si stima ed eliminare dalla propria vita le persone discutibili.

Quali sono i problemi più difficili da risolvere, quando si lavora ad un disco?
Se si arriva in studio con un’idea musicale definita si realizza un disco con grande facilità. Abbiamo registrato e montato l’album in 2 giorni. Poi abbiamo aspettato un paio di mesi, siamo tornate in studio, abbiamo riascoltato tutto, corretto un paio di cose che non ci piacevano e fatto il mixaggio. Entrambe abbiamo inciso molti dischi e Floraleda ha creato anche un’etichetta discografica indipendente (Amadeus Arte). Nel nostro caso è stato dunque facile, il team era ottimo.

Nel mondo della musica, è sempre più difficile dire qualcosa di nuovo? 
Partire con l’idea di fare qualcosa di nuovo è bellissimo e bisogna studiare e dedicarsi con cura e amore a ciò che si crea. Si apportano varianti, si fanno tentativi e se poi nuove cose scaturiscono, tanto meglio!

Poesia e musica: quali i punti in comune?
Il ritmo e l’essenzialità nel comunicare.

C’è qualcuno che desiderate ringraziare per la riuscita del vostro album?
Un ringraziamento a tutti quelli che ci hanno creduto come per esempio Decca (Universal Music). Alle nostre famiglie che ci sostengono e ci amano incondizionatamente. Poi un ringraziamento va al nostro fonico (in realtà è un musicista e imprenditore a tutto tondo) Filadelfo Castro che è stato fondamentale per la riuscita dell’album.

Una nuova intervista di Andrea Turetta per il duo: www.sportvicenza.com

L’intervista è disponibile anche su Free Art and News: FreeArtNewsOnline

 

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